venerdì, 03 aprile 2009
Mi ritrovo spesso a parlare da solo, tra me e me.
Soprattutto quando sono in treno, sulla littorina, o quando sono in macchina, mentre guido.

Ehi, non sono diventato matto, però in questi momenti i pensieri partono, girano per il cervello, e se ne escono dalla bocca.

E il perché mi sia ritrovato qui davanti al mac a scrivere su splinder, è tutto un mistero.

Comunque, il titolo del post ha un suo perché.
Mentre me ne tornavo a casa da una tranquilla serata primaverile, rimuginavo su quanto mi era accaduto durante la giornata.

È un periodo un pò così, di transizione, diciamo.

Nel quale il dubbio più pressante è: Adagiarmi su quello che ho, o Correre verso nuove e fantasmagoriche avventure?

Non sto male con quello che ho, devo ammetterlo. Mi trovo bene, mi piace direi. È come provare la sensazione di un focolare, in inverno, mentre fuori dalla finestra nevica.
Ma dopo aver parlato con un paio di persone, mi rendo conto di quanto questa senzazione di "warm safe place" possa risultare riduttiva per quello che dovrebbe essere il mio futuro.

Che quindi debba darmi una "mossa" e cercare di fare di più, conoscere più gente, uscire in posti nuovi, fare nuove esperienze, uscire dal torpore e svegliarmi del tutto fuori?

Che sia veramente questo quello che un buon vent'enne con delle ambizioni dovrebbe fare per sentirsi realizzato?

Esempi di persone che conosco mi danno risposte contrastanti.
Chi di assoluta felicità nella propria tranquillità "familiare", chi entusiasta della sua visione aperta del mondo e stanco della precedente "dolce noia".

Sicuramente, non esiste una risposta valida, a questo quesito, è troppo vago, generale, astratto.

Ma una risposta valida per me c'è? Speriamo di trovarla in fretta..

MastroZen disse questo alle 01:13 | Permalink | commenti
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